È già ieri di Marco Travaglio





Siccome la politica ricorda ormai È già ieri, il film con Antonio Albanese condannato a rivivere ogni giorno lo stesso giorno, sopraffatti dalla noia abbiamo saltato a pie’ pari le prime 4-5 pagine dei quotidiani e siamo passati oltre. Purtroppo è cambiato poco: stesse bugie, slogan, discorsi vuoti e assurdi dei politici, ma in bocca ad altri soggetti – un giornalista e un magistrato – che da quel mondo (e da quel linguaggio) dovrebbero tenersi a debita distanza, essendone teoricamente gli arbitri. Su La Stampa, nella stessa pagina, parlavano Mario Orfeo, il giornalista più importante d’Italia (per la carica che occupa: è ad e dg della Rai), e Rita Sanlorenzo, sostituta Pg della Cassazione, ex segretaria di Magistratura democratica, ora candidata al Csm.Orfeo sta per scadere dal vertice di una Rai mai così disastrata e, come tutti gli uscenti, potrebbe finalmente raccontarci – da ex cronista – quale mission impossible sia governare il “servizio pubblico” con la legge Gasparri-Renzi che l’ha consegnato, se possibile, ancor più nelle mani del governo.Alla Rai lo sanno anche le pietre che l’ossessione di Renzi e dei suoi sgherri per il controllo della tv è stata persino più asfissiante che ai tempi di B. Infatti tutt’e tre le reti e i tg sono di stretta obbedienza renziana (B. – forte dell’altra metà dell’etere – subappaltava almeno Rai3 e Tg3 alla sinistra).Via Gabanelli, Giannini, Giletti e Porro. Ora Di Maio nota la metamorfosi dei notiziari e dei programmi Rai da prima a dopo la cura: prima del 4 marzo erano un assalto all’arma bianca e a reti unificate contro i 5Stelle, ora sono una gara di moine e carezze coi guanti bianchi al partito più votato

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Pubblicato il: 8 Maggio 2018

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