Pasta Zara non paga la cedola del minibond e chiede il concordato preventivo





Pasta Zara, noto produttore di pasta di Treviso, ha chiesto al Tribunale della Marca di essere ammessa al concordato preventivo, dopo che lo scorso 31 marzo non ha pagato la cedola semestrale sul minibond da 5 milioni di euro con cedola 6,5% e scadenza marzo 2020 quotato all’ExtraMot Pro. Lo scorso 28 febbraio gli obbligazionisti riuniti in assemblea su richiesta di Finanziaria Internazionale Investments sgr, che gestisce il Fondo Minibond PMI Italia e che oggi detiene in portafoglio bond per 400 mila euro nominali (dopo averne sottoscritti inizialmente per 1,5 milioni) non hanno dato il via libera  alla richiesta di stand-still sul debito sino al prossimo 30 giugno. In una nota diffusa nei giorni scorsi, la società ha però sottolineato che in occasione dell’assemblea gi obbligazionisti hanno chiarito di essere interessati a essere coinvolti nelle trattative insieme al ceto bancario e che infatti i bondholder hanno partecipato lo scorso 16 marzo alla seconda riunione plenaria con le banche nella quale “è stata esposta la manovra finanziaria di ristrutturazione dell’indebitamento, nell’ambito di una prospettica ipotesi di procedimento di accordo di ristrutturazione ex art.

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Pubblicato il: 7 Maggio 2018

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