
Il Miur ha pubblicato i dati relativi ai voti di condotta degli iscritti alle scuole secondarie di secondo grado, dal primo al quarto anno, per l’anno scolastico 2016/2017. Il voto ‘di comportamento’, infatti, a volte diventa fondamentale per il futuro degli studenti. Perché, a parte il rendimento scolastico nelle varie materie curricolari, ci si può considerare ammessi all’anno successivo solo con una votazione in condotta pari o superiore al sei. Mentre con l’insufficienza la bocciatura diventa automatica. Quand’è, però, che si prende il famoso 5 in condotta? A stabilirlo è il Decreto Ministeriale n.5 del 16 gennaio 2009 il cui articolo 4, comma 2 recita: “La valutazione insufficiente del comportamento deve scaturire da un attento e meditato giudizio del Consiglio di classe, esclusivamente in presenza di comportamenti di particolare gravità riconducibili alle fattispecie per le quali lo Statuto delle studentesse e degli studenti […] nonché i regolamenti di istituto prevedano l’irrogazione di sanzioni disciplinari che comportino l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per periodi superiori a quindici giorni”.
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