
Accendi la tv e c’è Berlusconi che manda i Cinque Stelle a pulire i «cessi». Putin si vanta con Trump che le prostitute russe sono le più belle del pianeta, l’ex ministro Landolfi prende a ceffoni un inviato di Giletti, un vicepreside di Ascoli fa gli auguri di compleanno a Hitler in tedesco e poi li smentisce, un cronista di Report viene aggredito al grido di «Mo’ ti do due pizze» da un presidente di Federbalneari il cui cognome è già un indizio: Papagni. Ma quando la fine del mondo è vicina, appare Matteo Salvini. Serio e composto nella nuova giacca da statista, affronta con solennità le telecamere che era solito prendere a male parole, sfoderando un politichese da ipnosi: «Se qualcuno si tira fuori dalla coalizione, la scelta è di questo qualcuno».
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