
Si chiama Marica Branchesi, ha 40 anni è nata a Urbino ed è Professore associato del Gran Sasso Science Institute (Gssi), lavora nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), collabora con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e ha collaborato alla scoperta sulle onde gravitazionali osservate nella collisione tra due stelle di neutroni da Virgo, osservatorio europeo nel quale collaborano Italia e Francia.Il segnale rilevato il 14 agosto scorso e annunciato in ottobre, era stato emesso nei momenti finali della fusione di due buchi neri dalla massa di 31 e 25 volte quella del Sole, distanti dalla Terra circa 1,8 miliardi di anni luce. La fusione generò un unico buco nero da 53 masse solari, quindi l’equivalente di circa tre masse solari è stato convertito in energia sotto forma di onde gravitazionali.Lo scorso dicembre il suo nome era comparso nella lista delle 10 persone più influenti dell’anno in ambito scientifico stilata da Nature.Ora anche Time la inserisce, unica italiana, nella sua top 100 delle persone più influenti al mondo nel 2018, insieme a personaggi della musica, dello spettacolo, della politica, della società civile e naturalmente della scienza. Per citarne alcuni: Guillermo Del Toro, Nicole Kidman, Millie Bobby Brown, la ragazzina tra i protagonisti della serie Strager Things, la snowboarder americana Chloe Kim, Carl June, pioniere dell’immunoterapia nella lotta ai tumori, l’imprenditore Bhavish Aggarwal, creatore di Ola, una sorta di Uber indiana, il cantante Shawn Mendes, il principe Harry e la sua fidanzata Meghan Markle, la leader dei conservatori scozzesi Ruth Davidson, la neuropatologa Ann McKee, il fisico quantistico cinese Jian-Wei Pan. E poi Roger Federer, Jeff Bezos, Emmanuel Macron, Elon Musk e naturalmente molte altre personalità degne di nota, incluso il presidente americano Donald Trump. La chiave è collaborare”Branchesi”, si leggeva nell’articolo di Nature che la presenta come uno dei 10 personaggi dell’anno, “ha colmato il divario tra l’astronomia osservativa e il regno della fisica-pesante della ricerca sulle onde gravitazionali, campi che fino a poco tempo fa avevano pochi motivi per lavorare insieme.
Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:

