
La maledizione del dito grasso colpisce ancora, manda in tilt un’altra Borsa (dopo Wall Street, Londra e Tokyo ora è toccato a Seul) e trasforma per 37 lunghissimi minuti in multimilionari duemila dipendenti di una banca d’affari coreana. Il problema è stato lo stesso di sempre quando in ballo c’è questa sindrome: un impiegato che causa distrazione o un indice troppo grosso rispetto ai tasti del computer (fat-finger error, lo chiamano gli anglosassoni) mette nel sistema un ordine sbagliato. Trasformando una normalissima operazione azionaria in una mezza catastrofe finanziaria.Il caso di questa settimana – teatro gli uffici anodini della Samsung Securities – è da manuale. La filiale del colosso elettronico asiatico ha deciso di premiare i suoi dipendenti con un dividendo in azioni per un valore complessivo di 2,8 milioni di won (circa 1.300 dollari a testa) e ha affidato a uno dei suoi trader più fidati il compito di prelevare i titoli dalla tesoreria e trasferirli direttamente nei conti di ogni singolo lavoratore. In teoria un gioco da ragazzi.
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