
Il gioco del cerino è ufficialmente cominciato. Di Maio va a Dimartedì e, alla vigilia delle consultazioni, spiega con chi vorrebbe governare: o col secondo o col terzo partito usciti dalle urne, cioè Pd o la Lega. Uno vale l’altro? Nossignori: “Il primo interlocutore è sicuramente il Pd con l’attuale segretario e con le persone che in questi anni hanno lavorato bene”. Si spinge addirittura a elogiare tre ministri: uno, Minniti, meritatamente; due – Martina e Franceschini – immeritatamente, il primo perché non pervenuto alle Risorse agricole, il secondo perché purtroppo pervenuto ai Beni culturali.
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