
Oddio, ci sono i barbari e non so cosa mettermi. A furia di ripetere per tutta la campagna elettorale che tanto non sarebbe cambiato nulla, che sarebbe tornato il governo Gentiloni, anzi non se ne sarebbe mai andato di qui all’eternità, perché il redivivo Berlusconi (“in grandissima forma”, veniva descritto, anche se tutti lo vedevano rincoglionito) avrebbe colmato il piccolo vuoto lasciato nel fronte “europeista e moderato” (le pazze risate) dalla “flessione” del Pd, garantendo all’Italia e all’Europa la tanto agognata “stabilità”; a furia di fare e disfare governi e partiti a prescindere dagli elettori, spostando leader e ministri come i carrarmatini del Risiko, un Calenda un po’ più in qua, un Renzi un po’più in là, un Maroni di sotto e una Bonino di sopra; a furia di chiudere porte e finestre per non vedere fuori, il Commentatore Unico del Giornalone Unico scopre che tutto è cambiato e si sente un tantino spiazzato. Gli mancano le parole per raccontare la novità. E si arrangia come può, oscillando fra il servo encomio e il codardo oltraggio, con l’aggiunta di una categoria che nemmeno il Manzoni poteva prevedere: il bilioso rosicamento. Unico criterio sconosciuto: l’equilibrio critico.Servo encomio
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