Annientamento: la recensione del nuovo film Netflix con Natalie Portman





Annientamento, traduzione del titolo originale Annihilation, è una delle nuove proposte filmiche della piattaforma Netflix, su cui ha debuttato lunedì 12 marzo. Annientamento è l’adattamento del romanzo omonimo scritto da Jeff VanderMeer, il primo della saga della cosiddetta “Trilogia dell’Area X“, appartenente ad un genere le cui linee guida sono state ideate dallo scrittore stesso, chiamato “New Weird”. Questo genere si caratterizza per il completo sconvolgimento delle coordinate logiche e spazio-temporali, e per la scelta tematica peculiare, una commistione di fantasy, fantascienza e horror, con tendenze al bizzarro. Ciò che viene richiesto al lettore e, in questo caso, al pubblico che si avvicina alla storia di Annientamento, è di sospendere l’incredulità, andando ben oltre quel tacito accordo che intercorre tra il fruitore dell’opera e il suo creatore. Chi vuole davvero godersi quella che è a tutti gli effetti un’esperienza sensoriale forte, sia dal punto di vista visivo che uditivo, non deve fare altro che abbandonarsi all’irrazionalità e all’illogicità di Annientamento, la cui storia viene narrata da una Natalie Portman convincente e ben guidata dalla regia di Alex Garland (Ex Machina), rendendo onore alla storia ideata da VanderMeer. Annientamento: la sinossi Un gruppo di soldati viene inviato nella zona dell’Area X, una zona d’ombra ben delineata da una barriera cangiante chiamata Bagliore

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Pubblicato il: 17 Marzo 2018

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