Scoperto l’interruttore genetico che "accende" la memoria





Forse diventerà possibile curare la perdita dei ricordi legata all’invecchiamento e ai disordini da stress post-traumatico, grazie alla scoperta nei topi di un interruttore genetico che “accende” la memoria, preservandone la precisione. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, è stato ottenuto da ricercatori del Centro per la Medicina Rigenerativa del Massachusetts General Hospital e dell’Istituto per le Cellule Staminali di Harvard, che hanno trovato anche il circuito neurale coinvolto nella conservazione della memoria. I ricordi si formano in una struttura del cervello chiamata ippocampo, che preserva anche i dettagli che impediscono di confonderli, e sono poi immagazzinati nella corteccia prefrontale. In topi, primati ed esseri umani in età avanzata e anche in pazienti con disturbi da stress post-traumatico è stata osservata un’iperattività di questo circuito, perciò i ricercatori guidati da Amar Sahay hanno ipotizzato che un segnale inibitorio potesse stabilizzare la memoria

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Pubblicato il: 14 Marzo 2018

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