
Silvio impagliato e il busto di Renzi, di Gentiloni, i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto!), il Napolitano un po’ tetro, le scatole senza confetti, i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro, un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve, l’amaca di Serra col mònito +Bonino, +sinistra, le noci di cocco, Rignano ritratta a musaici, gli acquarelli un po’ scialbi, le stampe e La Stampa con l’allarme fake news russe, i cofani ammaccati da Giuliano Ferrara, gli albi dipinti d’anemoni arcaici e d’oracoli d’Eugenio Scalfari, le tele di Massimo d’Alema, le miniature del ragionier Cerasa, i dagherrotipi di Calabresi e Cerno sull’onda nera fascista che tracima. Calenda sognanti in perplessità, il gran lampadario vetusto con su Ferrara che si schianta a mezzo il salone e immilla nel quarzo le buone cose di pessimo gusto, il cùcu Cazzullo dell’ore che canta gli allarmi dei mercati, le sedie parate a damasco chermisi finchè non si siede Giuliano Ferrara. Il water closed con Sgarbi sopra.
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