
L’incredibile decisione della neve di scendere in inverno su Roma senza richiedere preventiva autorizzazione all’autorità competente ha prodotto qualche piccolo inghippo nella macchina solitamente impeccabile dei trasporti. Code da esodo biblico in aeroporti e stazioni, tabelloni di arrivi e partenze decrittabili solo da un esperto di scrittura sumera, passeggeri accampati intorno ai bivacchi di hamburger, in attesa del nulla. Gli italiani hanno maturato una sensibilità zen nell’affrontare i disagi. E sarebbero disposti a perdonare i dispetti della natura, se a essi non si aggiungessero quelli della burocrazia. Nei loro appassionati messaggi, i lettori raccontano di conversazioni surreali con il personale
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