
SULL’inquinamento atmosferico i conti non tornano. A meno che nel calcolo delle emissioni non si includano gli idrocarburi liberati da detergenti, solventi e vernici. A questa conclusione sono giunti gli scienziati atmosferici, coordinati dall’agenzia statunitense National Oceanic and Atmospheric Administration, dopo aver inutilmente tentato di conciliare le concentrazioni di particolato e ozono misurate nella trafficatissima Los Angeles con le stime basate sulle sole emissioni dei mezzi di trasporto. LO STUDIO Nell’analisi pubblicata sulla rivista Science, Brian McDonald e colleghi hanno perciò riesaminato le sorgenti di inquinamento atmosferico incrociando i dati di produzione delle aziende chimiche con le stime elaborate dalle agenzie regolatorie. Concentrandosi su una particolare classe di inquinanti, i cosiddetti “composti organici volatili” o voc, i ricercatori hanno inoltre effettuato analisi dettagliate della chimica atmosferica di Los Angeles ed esaminato la letteratura di settore sulle misurazioni della qualità dell’aria negli ambienti interni.
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