L’influenza "Spagnola": 100 anni fa il virus che uccise più della guerra





Per capire davvero cosa sia stata la pandemia influenzale che colpì il mondo tra la primavera e l’autunno del 1918 basta solamente citare due dati impressionanti, anche se approssimati a causa degli strumenti statistici limitati dell’epoca: i contagiati dal virus dell’influenza “Spagnola” saranno più di 1 miliardo, i morti tra i 21 e i 25 milioni, più di tutte le vittime totali della Grande Guerra.Il ceppo viraleLe ipotesi sul ceppo virale, sulla sua origine e diffusione sono state argomento di dibattito degli epidemiologi di tutto il mondo per i decenni successivi. Quanto accertato è l’origine epizoozotica del virus, che sarebbe cioè passato dai volatili ai maiali e quindi all’uomo. La particolare morbilità avvenne attraverso quasi un secolo di mutazioni genetiche, con origine probabile nella Cina meridionale.Perché si chiama “Spagnola”Il nome “Spagnola” è dunque convenzionale e nulla ha a che vedere con la zona da cui si sarebbe espansa la pandemia influenzale. Si chiamò così semplicemente per il fatto che in Europa infuriava la Grande Guerra, che imponeva uno stretto controllo delle informazioni tramite la censura militare. L’unica nazione rimasta neutrale fu appunto la Spagna, dove le notizie sulla diffusione e sulle vittime della terribile influenza di un secolo fa venivano regolarmente riportate dai giornali.All’inizio di marzo del 1918 una prima ondata di influenza raggiunse gli Stati Uniti, dove a causa dell’ingresso in guerra si era verificata una grave carenza di personale sanitario sul territorio. Fortunatamente la prima forma della “Spagnola” non fu così violenta come quella che sarebbe seguita a breve, e si espanse sia ad occidente che ad oriente con molti casi registrati in Giappone e nelle grandi fabbriche americane.

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Pubblicato il: 15 Febbraio 2018

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