
L’Economist Intelligence Unit ha predisposto la sua ricerca annuale sullo stato di salute della democrazia nel mondo. Lo studio raggruppa i Paesi in quattro categorie, valutandoli in base al regime di governo: democrazia “piena”, “imperfetta”, regime ibrido e regime autoritario. L’indice su cui è costruita la metodologia di lavoro si fonda sull’esame di elementi quali le procedure elettorali, il pluralismo, il funzionamento dell’esecutivo o il livello di partecipazione alla vita politica.Perché la democrazia arrancaPurtroppo, il 2017 (ma era stato così anche l’anno scorso) non è stato un anno particolarmente incoraggiante, vista la contrazione del numero di Paesi che ricadono nella categoria delle democrazie piene. I dati parlano chiaro: su 167 nazioni prese in esame, ben 89 hanno registrato un regresso. Anche se non mancano le buone notizie (è il caso del Gambia, dove la caduta di una pluriventennale dittatura ha migliorato radicalmente le cose), è un dato di fatto che la percentuale della popolazione mondiale che vive in Paesi guidati da un sistema “pienamente democratico” si è ridotta a meno del 5%, mentre quella che, viceversa, abita in Stati autoritari è oltre un terzo del totale.Dove si trovano le democrazie virtuose14 democrazie su 19 sono in Europa occidentale, con la Norvegia prima in classifica
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