
L’AHA, l’ACC e l’HRS hanno rilasciato linee guida aggiornate per la gestione degli adulti con aritmie ventricolari o a rischio di morte improvvisa per cause cardiache (SCD). Grazie a queste linee guida sarà dunque possibile sapere quando sospettare che un paziente presenti un incremento del rischio di SCD e quando e come valutarlo e trattarlo, come affermato da Sana Al-Khatib della Duke University di Durham, presidente della commissione per l’aggiornamento. Il documento rimpiazza le linee guida del 2006 e sovrascrive alcune parti della versione precedente del 2008, ossia quelle sui defibrillatori impiantabili, aggiornando le raccomandazioni per la prevenzione della SCD del 2011 per quanto riguarda diagnosi e trattamento della cardiomiopatia ipertrofica. Arresto cardiaco e SCD sono importanti problemi per la salute pubblica, essendo responsabili del 50% circa di tutti i decessi cardiovascolari, e trattandosi del primo evento cardiaco sintomatico nel 25% dei casi. Nei pazienti con aritmie ventricolari o a rischio di SCD, il medico dovrebbe adottare un approccio decisionale condiviso, in cui le scelte terapeutiche si basano non soltanto sulle migliori evidenze disponibili, ma anche su obiettivi, preferenze e valori del paziente. I pazienti che prendono in considerazione l’impianto o la sostituzione di un defibrillatore (ICD) dovrebbero essere informati del rischio di SCD, di morte non improvvisa per insufficienza cardiaca o altre cause e di sicurezza, efficacia e potenziali complicazioni dell’ICD alla luce dei propri obiettivi.
Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:

