Partite Iva, come funzionerà la nuova scheda carburante





Quello che si prospetta all’orizzonte in tema di scheda carburante rappresenta una vera e propria rivoluzione per milioni di piccole partite Iva. Dal prossimo primo luglio 2018 infatti, come previsto dalla nuova legge di stabilità, si dovrà dire addio alla citata vecchia scheda carburante, e per poter chiedere la deducibilità delle spese legate alla mobilità su strada, bisognerà seguire invece una procedura completamente diversa.Vediamo quali sono i passaggi salienti della nuova disciplina, che intende contrastare forme di evasione fiscale, e che rappresenterà un cambio epocale nelle abitudini quotidiane di milioni di lavoratori autonomi.Pagamenti solo con cartaLe nuove regole, come accennato, prevedono la scomparsa della scheda carburante, quella su cui si annotavano le spese per benzina e diesel, con tanto di timbro e firma del benzinaio e relative indicazioni riguardanti la data e le quantità di carburante erogato.Una procedura questa che permetteva, e questo è il dato più saliente, il pagamento in contante dei carburanti e non prevedeva il rilascio contestuale di nessuna ricevuta. Ora, tutto ciò non sarà più possibile.Innanzitutto, per poter chiedere la deducibilità delle spese di trasporto, le milioni di piccole partite Iva attive in Italia, ogni volta che faranno rifornimento, dovranno infatti pagare solo con carte di credito, di debito, oppure con delle prepagate.Fattura elettronicaMa i cambiamenti forse più rilevanti, riguarderanno i benzinai. Questi ultimi infatti, innanzitutto dovranno attrezzarsi con postazioni Pos se vorranno fornire il servizio di rifornimento a milioni di lavoratori autonomi.

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Pubblicato il: 30 Gennaio 2018

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