L’innovazione passa dai biosimilari





Come noto, l’uso dei farmaci biosimilari in Italia è tutt’altro che omogeneo. Oltre alla diversità tra Regioni esiste una variabilità anche all’interno della stessa Regione, non solo per struttura ospedaliera, ma anche in base al farmaco biosimilare stesso. Ad esempio, la Toscana ha un uso di epoietine, farmaci che stimolano la crescita dei globuli rossi, filgrastim, usato per stimolare la crescita dei neutrofili e somatropina, l’ormone della crescita, superiore alla media nazionale, ma con aumenti di utilizzo nell’ultimo anno molto diversi: l’uso dell’ormone della crescita è aumentato del 15% mentre ad esempio quello delle epoietine solo del 5%”1 – spiega Fabrizio Condorelli, Farmacologo, Università degli Studi del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, Novara. Dell’attuale impiego dei farmaci biosimilari e dell’opportunità nel contribuire alla sostenibilità economica del Servizio Sanitario Nazionale, si è parlato al convegno “Biosimilari: un’opportunità e una sfida per la sostenibilità dei nuovi farmaci biotecnologici” che si è svolto a Firenze, con il contributo incondizionato di Sandoz, il 20 dicembre scorso.

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Pubblicato il: 28 Gennaio 2018

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