Indagati&Impuniti Spa di Marco Travaglio





Visto che criticare una sentenza, specie se ci sono di mezzo il Fatto e la trattativa Stato-mafia, costa 150 mila euro (per fortuna solo in primo grado: confidiamo nell’appello), misurerò bene le parole. Anzi premetto che tutti i giudici penali, civili e contabili sono giustissimi, bravissimi, indipendentissimi, onestissimi, insensibilissimi al clima politico, dunque pressoché infallibili, al punto che non si vede perché perder tempo e denaro con tre gradi di giudizio.Però c’è un “ma” grosso così, che sottoponiamo ai candidati alle elezioni perché, volendo, riempiano eventuali vuoti normativi. Sempre più spesso escono sentenze così bizzarre da richiamare non tanto il principio costituzionale “La legge è uguale per tutti”, quanto il detto romano “Gira e rigira, er cetriolo va sempre ’nculo all’ortolano” e il celebre “E io pago!” di Totò.L’ultima è il colpo di spugna sull’insider trading di Renzi&De Benedetti, nemmeno indagati a Roma. La penultima l’ha raccontata il nostro Iurillo: l’archiviazione a S. Maria Capua Vetere dell’inchiesta sulla deputata Pd Camilla Sgambato e sull’ex segretario Pd casertano Raffaele Vitale. I due erano finiti indagati dopo l’arresto dell’ex sindaco dem Biagio Di Muro, per avere raccomandato una signora a un concorso pubblico.

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Pubblicato il: 25 Gennaio 2018

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