
Anche se capita spesso di utilizzare indistintamente i termini residenza, domicilio e dimora per indicare il luogo in cui una persona abita, va detto che si tratta in realtà di concetti ben distinti fra loro.Residenza e dimoraLa residenza di una persona è nel luogo in cui ha la dimora abituale, ossia dove vive con una certa stabilità, e coincide con il comune dove il soggetto è iscritto anagraficamente (residenza anagrafica).Per fissare la residenza in un determinato comune ci si può recare presso gli uffici dell’anagrafe comunale e compilare un’apposita dichiarazione. Naturalmente l’amministrazione, prima di procedere con l’iscrizione, verificherà se la persona è effettivamente residente in quel luogo.La residenza può essere riferita ad un solo Comune e determina tutta una serie di effetti come l’iscrizione alle liste elettorali, la competenza del Tribunale per le questioni che riguardano ad esempio l’adozione, il luogo in cui determinati atti debbono essere notificati, la possibilità di godere di determinati benefici fiscali e così via.Il certificato di residenza può essere richiesto all’anagrafe del comune di residenza. Se l’attestazione di residenza viene richiesto da Amministrazioni Pubbliche (Comune, Provincia, Camera di Commercio, Prefettura, Inps, ecc.) e da i gestori di pubblici servizi (acqua, elettricità, gas, trasporti, ecc.), è possibile far ricorso all’autocertificazione di residenza.Per cambiare la residenza è necessario fare richiesta all’anagrafe del comune dove si vuole stabilire la nuova residenza. Dal 2012 il cambio di residenza si effettua in tempo reale e decorre dal giorno in cui viene inoltrata la relativa dichiarazione al Comune. Per maggiori informazioni si rinvia alla lettura dell’articolo “Cambiare la residenza in tempo reale: questi i moduli”.
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