
Nella riunione plenaria di oggi del Parlamento Europeo a Strasburgo la Commissione Europea ha presentato la sua strategia per la lotta ai rifiuti plastici. Lo scopo è ridurre i 25 milioni di tonnellate l’anno di rifiuti da plastica prodotti in Europa, aumentando il ricorso al riciclo e al riuso, che oggi nel continente è solo al 30% del totale.Il voltafaccia della CinaFinora l’Unione esportava verso la Cina il 60% dei rifiuti di plastica e il 13% dei rifiuti di carta, chiedendo al paese asiatico di riciclarli o di bruciarli. Il problema è che il più grande riciclatore di plastica del mondo, che fino a ieri importava oltre il 70% dei rifiuti plastici provenienti dai paesi industrializzati, da gennaio ha chiuso i battenti. Da oggi in poi la Cina si concentrerà sul riciclo dei propri materiali di risulta, che sono più che sufficienti a soddisfare la domanda interna. Questo prospetta per l’Europa e l’Italia in testa, un problema enorme di smaltimento dei rifiuti plastici raccolti, perché non vi sono da noi strutture sufficienti per il riciclo rispetto alla massa di materiale da riciclare.Secondo la Commissione occore che i cittadini europei cambino mentalità da un lato, dall’altro sarà possibile creare 200mila nuovi posti di lavoro entro il 2030 proprio nel settore del riciclo. Quanto alle microplastiche, quelle utilizzate intenzionalmente, come per esempio quelle contenute nei cosmetici, vanno verso il divieto totale, mentre occorre mettere a punto misure per ridurre quelle involontarie, come le particelle di gomma da usura dei pneumatici o i residui di poliestere e nylon rilasciati nelle acque di lavaggio
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