
Vittorio Sgarbi ha portato a conoscenza dei giornali il progetto di un suo partito, chiamato Rinascimento, del quale mi ha parlato alcune volte nelle scorse settimane, proponendomi gentilmente di entrare in lista. Qualche giorno fa gli ho mandato il manoscritto di un mio libro sulla democrazia, che uscirà agli inizi di febbraio, in tempo per la campagna elettorale, e che costituisce una sorta di mio manifesto politico. Ma gli ho detto che, se l’avesse letto, probabilmente avrebbe visto che il mio atteggiamento nei confronti della sfida elettorale difficilmente si coniuga con una partecipazione diretta al gioco. Non l’ho sentito dopo l’invio del manoscritto, ma dalle sue dichiarazioni deduco che abbia considerato irrilevante la mia obiezione di principio.Per correttezza e chiarezza, il libro ha come titolo provvisorio Il fantasma della democrazia, e il riassunto finale dell’analisi storico-politica, basata sulle democrazie esistenti, dice che “certamente non c’è democrazia, cioè governo del popolo, quando il volere di quest’ultimo viene successivamente filtrato, annacquato e incanalato dai partiti, dal parlamento, dal governo e dal presidente della Repubblica.
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