
L’emergenza nel Nord Ovest della penisola resta alta, anche se un po’ di vento misericordioso sembra aver ridotto i valori della PM10, le polveri sottili, consentendo al Comune di fare marcia indietro sui divieti e di permettere alle auto diesel (Euro 3, 4 e 5) di circolare di nuovo. A Milano invece i divieti rimangono: bloccati i diesel Euro 3 e 4. Quella del blocco al traffico per determinati periodi in certe zone e in certe ore nelle grandi città è però sempre una soluzione di emergenza, che serve giusto a far tornare i parametri dell’inquinamento sotto le soglie ritenute sicure, ma non risolve il problema strutturale, che infatti continua a riproporsi ogni anno nelle città italiane.Di inquinamento si muore, e a suonare l’allarme questa volta è il rapporto della Lancet Commission on pollution and health. L’attacco dice già quasi tutto quel che c’è da sapere: “L’inquinamento è la principale causa ambientale di malattia e morte prematura nel mondo oggi. Si stima che le malattia causate dall’inquinamento siano state responsabili di 9 milioni di morti premature nel 2015, il 16% di tutte le morti nel mondo, tre volte di più delle morti per Aids, tubercolosi e malaria messe insieme, e 15 volte più delle morti provocate da tutte le guerre e altre forme di violenza”. E in 6,5 milioni di questi casi è l’inquinamento dell’aria a uccidere.Siamo tutti qui a preoccuparci dell’Isis, ma quel che dovrebbe davvero terrorizzarci è ciò che esce dai tubi di scappamento delle nostre auto, e dai comignoli dei palazzi in cui abitiamo.
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