"I robot non avranno mai una coscienza"





Ai computer ha dato il cuore, non solo in modo astratto, non solo perché ha speso una vita intera a studiarli e migliorarli. Federico Faggin, fisico vicentino emigrato mezzo secolo fa in California, ha progettato e costruito il primo microprocessore: il minuscolo cervello di chip, il circuito elettronico che li fa funzionare. Il motore dei pc e, oggi, in versione rimpicciolita e potentissima, anche di tablet e smartphone.La sua invenzione, «un’unità centrale di grande affidabilità ad alta velocità» come la riassume lui, è stata un tale pilastro per il progresso umano da valergli una medaglia. Di nuovo, non in senso figurato: a fargliela scendere intorno al collo nel 2010, per «l’impatto significativo sull’economia globale e la vita quotidiana delle persone», è stato l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Nel frattempo, negli Anni Ottanta, con una società da lui fondata, la Synaptics, ha perfezionato e lanciato touchpad e touch screen, ovvero le vie principali con cui interagiamo con i nostri dispositivi fissi e mobili.Pioniere in Silicon ValleyFaggin, cervello in fuga più per casualità che per necessità («sono partito per uno scambio d’ingegneri tra due ditte consociate, mi hanno chiesto di restare e ho detto sì» ricorda), approdato in Silicon Valley quand’era ancora sgonfia la bolla delle start-up («ma c’era già un’energia fattiva, una passione per il gioco di squadra»), si esprime in un italiano dotto, piacevole e ricercato, in cui incastra istintivamente termini inglesi. Torna spesso e volentieri nel nostro Paese, la prossima per partecipare al «Festival della scienza», in programma a Genova dal 26 ottobre al 5 novembre.

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Pubblicato il: 24 Ottobre 2017

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