
La premessa in queste ore è doverosa: la Catalogna è un altro film, un’altra storia, un altro popolo. Il 22 ottobre in Lombardia (e Veneto) si vivrà comunque un passaggio a suo modo storico: in gioco c’è la maggiore autonomia delle due Regioni del Nord che in caso di vittoria dei Sì al referendum consultivo potranno bussare con più forza a Roma, alla porta del governo centrale, per chiedere di poter gestire in proprio una serie di materie ora «concorrenti». Tutto nel rispetto assoluto del quadro istituzionale e anzi nel solco tracciato dalla riforma costituzionale voluta dal centrosinistra nel 2001. Il terzo comma dell’articolo 116 riconosce infatti alle Regioni a statuto ordinario la possibilità di accedere a condizioni differenziate di autonomia. La Lombardia (col Veneto) dovrà eventualmente intavolare una trattativa per ottenere la gestione di quante più materie possibili nel pacchetto di quelle «trasferibili»
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