
La sinossi Le nostre anime di notte racconta la storia di due anziani, entrambi vedovi e soli, che per non dover affrontare la vecchiaia senza qualcuno affianco, cercano di far crescere dapprima un’amicizia tra loro, senza sapere dove questa potrebbe portare, anche solo per avere qualcuno con cui parlare. La loro solitudine, oltre alla perdita, è dovuta ad una storia personale travagliata, che i due dovranno prima o poi affrontare, oltre a doversi guardare dal malizioso stupore del paese per questa “strana storia” e alla disapprovazione delle famiglie. Le nostre anime di notte: un film gradevole ma nulla di più Le nostre anime di notte è un film sicuramente gradevole, con cui si può passare una serata sul divano di casa alla ricerca della commozione facile e con l’aspettativa, ripagata, di vedere della buona recitazione ma, purtroppo, non c’è molto di più. Il film non lascia molto, anzi scorre via lieve e a volte impalpabile, con una maggiore percezione di un melanconico guardare indietro di due attori che vogliono rifare qualcosa insieme dopo tanto tempo e lo sguardo al passato è spesso quello dello spettatore che vuole ricordarsi tutta la carriera di questi grandi divi. In alcuni frangenti, sinceramente, sembra che il film non voglia “scomodare nessuno”, ossia cerchi di non sbilanciarsi, ma di restare su quella teorica via di mezzo che deve accontentare tutti, e quindi via di risate a mezza bocca, situazioni blandamente commoventi, morale ed etica un tanto al chilo, ma il tutto senza strafare e senza prendere una posizione netta e decisa, lasciando allo sguardo dello spettatore il compito di completare nella sua testa la storia e indirizzarla, fondamentalmente, dove più gli piace, sempre parlando del messaggio, naturalmente. A dirla tutta, nel film ci potrebbero essere due spunti notevoli che, se approfonditi a dovere, potrebbero risultare molto interessanti o quantomeno promettenti: le problematiche familiari comprensive delle cicatrici che ci si porta dentro per una vita intera e la gestione della solitudine e dell’amore nella “terza età” e la sua accettazione sociale
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