
Dopo la conclusione della terza stagione di Black Mirror, l’episodio intitolato San Junipero è diventato una sorta di fenomeno culturale, facendo ottenere al creatore Charlie Brooker ben due nomination agli Emmy Awards, grazie alla sua maestria nel saper gestire un universo popolato dalla cosiddetta ‘tecno-paranoia’. L’episodio, ambientato nel 1987- fatto di paillettes, luci a neon, con una colonna sonora nostalgica e ottimismo ‘da spiaggia’- è arrivato sugli schermi nel momento esatto a metà fra le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e la Brexit. Brooker, insieme al produttore esecutivo Annabel Jones, ha portato la serie distopica targata BBC composta da 6 episodi sulla piattaforma Netflix nel mese di ottobre 2016. In una recente intervista rilasciata da Jones e Brooker per The Hollywood Reporter, quest’ultimo ha dichiarato che l’episodio San Junipero è stato il primo che ha scritto per la terza stagione di Black Mirror, con il preciso scopo di sovvertire quello che è sempre stato il concetto di episodio nella serie TV. Black Mirror come specchio della società odierna Durante le tre stagioni che compongono Black Mirror, è stato detto molto circa la situazione della società ai giorni nostri, indicando tramite improvvisi cambiamenti di trama ciò che vi si cela alle spalle. Il primo episodio in assoluto della serie, intitolato The National Anthem, si configura come una critica ai social media: il presidente britannico, al fine di far liberare la principessa della famiglia reale, è costretto ad avere un rapporto sessuale con un maiale in diretta TV.
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