
The Cousin: la sinossi The Cousin vede Naftali, israeliano che di mestiere collabora per i media locali, che assume Fahed, un arabo-palestinese, per ristrutturare il suo studio. L’arrivo del “cugino” arabo nel quartiere coincide con un caso di molestie sessuali e, come prevedibile, i sospetti si concentrano subito su di lui. Naftali continua a difenderlo in assenza di prove della sua colpevolezza, anche se, nel profondo della sua mente si insinua il dubbio. Toni da commedia per tematiche importanti The Cousin ha il pregio di affrontare temi complessi e scottanti come il rapporto fra israeliani e palestinesi ed il razzismo in generale con i toni di una commedia cupa. L’utilizzo dei classici stereotipi razziali, come l’eccessivo militarismo israeliano o il lassismo palestinese, è comunque misurato e ha il fine di accentuare la parte grottesca di una storia di per sé un po’ banale. L’idea di Tzahi Grad che viene continuamente portata avanti nel film è che il razzismo sia insito nella natura dell’uomo perché deriva dalla paura del diverso, di ciò che non si conosce e fa parte dell’istinto di sopravvivenza
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