
La data è unica, le domande sono identiche per tutti, uguali ovviamente anche le modalità di svolgimento, la correzione è accentrata e simultanea, la graduatoria è una sola valida per tutto il territorio nazionale. Ma, nei fatti, neanche questa volta le circa 67mila aspiranti matricole che si contenderanno i 10.008 posti messi a disposizione dal Ministero (9100 per Medicina, 908 per Odontoiatria) si presenteranno all’appuntamento avendo pagato la stessa cifra. Un giro di affari che supera i 3,5 milioni di euro, ma con sostanziali differenze tra i diversi atenei. La forbice tra minimo e massimo è troppo ampia: ogni ateneo decide l’importo della tassa Per sostenere il test di medicina 2017, infatti, le future matricole hanno dovuto sborsare da un minimo di 10 euro, chiesti alla Bicocca di Milano a un massimo di 100 euro di Vercelli e della Seconda Università di Napoli. Una forbice troppo ampia per un esame uguale al Nord come al Sud, in Veneto come in Sicilia. Pochissime, inoltre, le variazioni rispetto al 2016, tranne in rari casi.
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