
Tre manifesti a Ebbing, Missouri, la sinossi In una cittadina del Missouri, Ebbing, una madre che ha perso pochi mesi prima la figlia dopo una terribile violenza, vista la mancata risoluzione del caso da parte della polizia, decide di tenere alta l’attenzione sulla sua tragedia, noleggiando tre grandi spazi pubblicitari fuori città per accusare le forze dell’ordine di non aver ancora catturato l’assassino. Questo atto, e tutto ciò che ne consegue, porteranno a inaspettate conseguenze che aiuteranno a svelare chi sia veramente ognuno in città. Tre manifesti a Ebbing, Missouri, le nostre impressioni Tre manifesti a Ebbing, Missouri, è un film molto particolare, e nella particolarità risiede molta della sua bellezza. Il resto viaggia sulle gambe, quasi in versione cowboy, della bravissima Frances McDormand, che interpreta un personaggio totalmente tridimensionale, una madre che ha perso una figlia in modo violento, una madre con dei profondi rimorsi e senza risposte, una madre che è determinata a tutto per averle quelle risposte. L’interpretazione della McDormand è eccelsa (possibile che vinca come miglior attrice alla Mostra e sicuramente concorrerà agli Oscar) anche perché deve stare dietro allo stile del film che, nonostante il tema cupo, viene impostato dal regista Martin McDonagh nel suo classico taglio da dark comedy, con lo spettatore che vive questo viaggio passando da ilarità ad emozione e la bravura della musa dei Coen è proprio nel saper trasportare il suo personaggio attraverso tutta questa mutevole gamma di emozioni, pur rimanendo quasi impassibile nel suo atteggiamento.
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