Victoria e Abdul: impressioni e commenti sul film con Judi Dench a Venezia





Victoria e Abdul, la sinossi Siamo verso la fine dell’epoca Vittoriana e, tra i vari regali e omaggi che arrivano da tutto l’impero a Sua Maestà la Regina Vittoria, viene anche inviata una moneta indiana commemorativa, e per “accompagnarla” vengono mandati due rappresentanti della popolazione locale. Uno dei due, Abdul, sviluppa tra lo sconcerto dell’intera corte, un rapporto speciale con la Regina, che durerà molto a lungo, nonostante tutti i tentativi di farlo fallire. Victoria e Abdul, le nostre impressioni Il film di Frears ha sicuramente delle motivazioni importanti alle spalle (come accenno anche sotto nelle curiosità dalla conferenza stampa), ossia il rifiuto da parte della società occidentale del diverso, specialmente se viene da un Paese considerato “inferiore” e soprattutto se di religione musulmana. Pur avendo questo nobile intento, il film mantiene una certa leggerezza di fondo, data soprattutto dal taglio intimo della storia tra la Regina e Abdul, che non è assolutamente da confondersi con l’amore, ma è qualcosa di molto più complesso, che va dal rispetto, all’accettazione, al sostegno mutuo e al considerare, ognuno l’altro, come parte fondamentale della propria esistenza. La storia quindi, grazie a questo lavoro, scorre bene, con pochi momenti di appannamento, che comunque ci sono sempre nei film di Frears, il tutto sorretto da una Judi Dench in ottima forma che riesce a dare profondità al suo personaggio, conferendole molta umanità, che di solito è il tratto che chiunque abbia fatto un film o una serie tv sui monarchi, vuole dare alle figure rappresentate.

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Pubblicato il: 4 Settembre 2017

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