
Laurearsi conviene ancora: è lo slogan che emerge con chiarezza dal Rapporto Almalaurea 2017 sulla condizione dei laureati italiani. L’importante, però, è farlo nella maniera corretta, non tralasciando nessun dettaglio, iniziando a costruire il proprio avvenire sin dal primo giorno in cui si mette piede in facoltà. Così, nel nostro Paese, i ragazzi hanno ricominciato a fare le cose sul serio: l’età media in cui si discute la tesi triennale è scesa a 24,9 anni, 27,5 anni per le magistrali biennali e 26,9 per quelle a ciclo unico; con una media generale di 26,1 anni (dieci anni fa era di 27,1). E quasi la metà degli iscritti conclude positivamente il percorso (nel 2006 erano solo il 34%). Peccato che, poi, le loro qualità le vadano a dimostrare all’estero.
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