
Il Ponte CopertoNon è certo un luogo inaspettato, né sorprendente, anzi piuttosto ovvio per iniziare l’esplorazione del centro storico e dei suoi dintorni. Ma il Ponte Coperto, il Ponte Vecchio, per tutti solo il Ponte, con questo insistente maiuscolo a conferirgli una personalità, un autonomo afflato di vita, è il punto imprescindibile per partire con qualsiasi racconto, o percorso, del capoluogo lombardo.Unisce le sponde del Ticino, ne definisce il panorama, è snodo di riferimento e di passaggio al tempo stesso. Con la sua struttura imponente di nemmeno un secolo ma che riprende vestigia antiche, per quel suo senso di protezione immediata che conquista anche l’occhio più smaliziato, più abituato al bello. Per quella sua vocazione consapevole, brutale quasi, a essere cornice da cartolina o souvenir da telefonino.Guardatelo, percorretelo, una volta e un’altra ancora, più volte finirete per ritornarci e lasciarvelo alle spalle. Da qui inizia un itinerario che privilegia il particolare poco noto, che evita accuratamente la Certosa e tutto quello che si sa già di Pavia. Che abbraccia un’area del castello, un palazzo e un bosco, prima di andare a perdersi in un vicolo così insignificante da essere pieno di senso.Le scuderie del Castello VisconteoSe Pavia tende un po’ troppo a coccolare la sua memoria, qui è evidente il tentativo di mettere in piedi e mantenere acceso un sano dinamismo
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