
I tardigradi sono microscopici animali famosi per essere in grado di sopravvivere in condizioni estreme di temperatura e pressione, mettendosi come in standby e restando senza cibo anche per anni, oltre che per avere un aspetto puccioso che li ha resi una specie di meme di internet, un tipo di peluche e personaggi di un fumetto. Ora uno studio pubblicato sulla rivista Molecular Cell propone una nuova teoria su come facciano a sopravvivere quando si disidratano, cioè quando perdono tutti i liquidi contenuti nel loro corpo. Se non ne avete mai sentito parlare, in media sono lunghi mezzo millimetro, e visti al microscopio (indispensabile per osservarli) sono fatti così:I tardigradi sono stati osservati per la prima volta nel 1773 dallo zoologo tedesco Johann August Ephraim Goeze, ma il nome “Tardigrada” – che significa “animali che camminano lentamente” – è stato dato loro nel 1777 da un biologo (e gesuita) italiano: Lazzaro Spallanzani, che tra le altre cose è stato uno dei primi a fare esperimenti sulla fecondazione artificiale. In inglese vengono chiamati informalmente “water bears”, cioè “orsi d’acqua”, per via della loro forma, che ricorda vagamente quella di un orso (due paia di zampe in più a parte), o anche “moss pigs”, cioè “maiali del muschio”, visto che spesso vivono su questo tipo di piante
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